21 febbraio 2018

Biglietto festa del papà • Salopette con attrezzi da lavoro

febbraio 21, 2018 0 Commenti
Febbraio sta finendo e con lui se ne vanno i coriandoli rimasti impigliati ai tombini lungo la strada e i cuori dalle vetrine dei negozi.
Lasciati ormai alle spalle i colori del Carnevale e le romanticherie di San Valentino, le pagine del mio blog, in questa ultima parte del mese, si dedicheranno alla festa del papà o, come dico io, alla festa del babbo.

Qui potete trovare una carrellata di spunti dei mesi passati, intanto.
Poi, sul mio shop, ho caricato alcuni biglietti molto carini che da oggi vi presenterò anche sul blog.

Il primo biglietto rappresenta una salopette da lavoro con i vari attrezzi del mestiere, lo potete acquistare a questo link.
Il biglietto misura 12 x 16 cm ed è quello giusto per un babbo che ama costruire le cose, che ama passare il suo tempo libero a tagliare, inchiodare, misurare, avvitare, smontare, sistemare quello che non va.

La sua caratteristica principale è che la salopette si estende anche sul retro del biglietto, come mostrato di seguito.
A me piace molto, sono sincera.

Se piace anche a voi lo trovate già pronto qui in Cartolelya, altrimenti, se amate creare come me, potete realizzarlo guardando il tutorial fotografico che vi ho preparato e rifare il biglietto per il vostro babbo.

Infine, vi lascio qualche spunto simpatico e originale per il regalo da fare a un papà che ama costruire un sacco di cose con le sue mani, il regalo che si abbinerà perfettamente al nostro biglietto di oggi.

19 febbraio 2018

Guarda bello! // Cap. 14 [Gressoney St.Jean]

febbraio 19, 2018 2 Commenti
Come sapranno i miei lettori più affezionati il terzo lunedì del mese qui sul blog è sinonimo della rubrica Guarda bello! Ispirazioni in giro.
Guarda bello! è una raccolta di piccole ispirazioni non collezionate su Pinterest né salvate su Facebook, ma trovate semplicemente in giro. La rubrica nasce per raccogliere tutti quegli scatti, spesso non bellissimi, nati sull'onda di una meraviglia assoluta, sull'onda di un'improvvisa voglia di creare qualcosa di simile, sull'onda di un'ispirazione, di due occhi spalancati, di un'esclamazione: Guarda bello! Una rubrica che tenta, in questo tempo quasi soltanto digitale, di essere il più fuori dagli schermi possibile.
Come sapranno, ancora, i miei lettori più affezionati, quest'estate sono stata in Valle d'Aosta, l'ho girata in lungo e in largo e sono rimasta più e più volte piacevolmente colpita e sopresa.
Ho già pubblicato due post sulle mie esclamazioni di bellezza in quella regione: il primo sulle meravigliose cassette della posta rintracciate in giro e il secondo sulle piccole cose belle di Cogne.

Oggi vi riporto lassù tra i monti, lasciamo il Gran Paradiso per andare alle pendici del massiccio del Monte Rosa, sulle sponde del torrente Lys, là dove la regina Margherita di Savoia fece costruire il suo fiabesco castello: oggi andiamo a Gressoney St. Jean.
Gressoney St. Jean, 1385 m d'altitudine, mi si è appiccicata al cuore.
Sebbene non fosse vicinissima alla nostra casa vacanza, sono comunque voluta andare lì, innamorata del castello inaugurato dalla regina Margherita nel 1904. Quello che non avevo capito, studiando sommariamente il nostro itinerario su internet, era che quello splendido castello un po' in stile Disney era collocato accanto a un paesino davvero meraviglioso.

Gressoney, secondo me, non ha niente da invidiare alle più note Cogne, Cervinia, Courmayeur. Anzi.
Il fiume Lys ci scorre limpido e agitato in mezzo, mentre la popolazione Walser ha dato vita a case dall'aspetto unico, un mix di legno e pietra, ma soprattutto tanto colore. Esporterei volentieri una casetta Walser qui in Umbria, ci vivrei serenamente col sorriso: si sa che dove ci sono i colori io sono felice.
Evito di pubblicare tutte le persiane sgargianti e allegre che ho fotografato, ve la mostro solo una, a titolo esemplificativo.
A Gressoney la cura per i dettagli era imbarazzante.
Perfino le panchine sparpagliate lungo le strade e nei parchi erano rosse e nere, colori che ho scoperto proprio in quell'occasione essere quelli della Valle d'Aosta.
Tutto era preciso, sistemato. Nessun fiore, nessun angolo lasciato al caso o all'improvvisazione. 
A Gressoney St.Jean tutto mi gridava Fotografami! Fotografami! Fotografami!
E io? 
Be'...ho fotografato.
Ho fotografato, ve l'ho detto.
Chiedo scusa per le troppe immagini, ma Gressoney St.Jean, ai piedi del Monte Rosa, nell'alta valle del Lys, mi resterà sempre nel cuore. Spero già di ritornarci, un giorno!

14 febbraio 2018

Bacheca per appunti in feltro, con block notes

febbraio 14, 2018 4 Commenti
San Valentino è la festa di ogni cretino che crede di essere amato e invece è solo fregato: ditemi che non sono la sola che scriveva questa insulsa frase sui diari di scuola ai tempi in cui quello che ci piaceva non ci degnava di uno sguardo e noi non degnavamo di uno sguardo quelli ai quali saremmo anche piaciute.

Ebbene sì: il mio cinismo spiccava anche a 12 anni, anzi col tempo devo dire che sono migliorata.
Non si può dire infatti che nel corso dei quasi 1000 giorni di me e Archimede io non mi sia impegnata per sorprendere il suo lato tenerone! A proposito: li ho contati i nostri mille giorni insieme, perché oramai mi sono baglionizzata anche io e ho sentito forte e chiaro il bisogno di sapere quando sarebbero caduti. Siete curiosi anche voi? D'altra parte come si può vivere senza una nozione così importante e basilare, lo capisco.
I nostri mille giorni, se ho fatto bene i conti, arriveranno il 3 giugno, esattamente il giorno dopo il suo compleanno, roba che a saperlo avrei ceduto alle sue avances un giorno prima, giuro!
Oggi è San Valentino, insomma. Noi non faremo niente di speciale, niente che non sia più speciale di quello che potremmo fare anche tra cinque giorni, insomma. Io vorrei vedere la fiction su Fabrizio De Andrè, cantautore che amo particolarmente, non so se lui farà i salti di gioia all'idea: staremo a vedere.

Nel frattempo, visto che in questo inizio di 2018 sono stata davvero super con la programmazione dei post sul blog, oggi che è San Valentino posso dire di aver già riempito le mie pagine di cuori sufficienti (qui tutti i miei tutorial) e di poter, quindi, iniziare a guardare oltre. C'è la primavera che bussa alle porte e Pasqua è così vicina che mi sento già in ritardo con moltissime cose.

Insomma, l'idea creativa di oggi è già proiettata al prossimo futuro, è piena di fiori, colori, è molto utile e sicuramente sarà un'ottima idea regalo handmade per Pasqua, festa della mamma e compleanni vari. Io l'ho creata proprio per il compleanno di mia sorella, la prima volta. Se la volete acquistare (e personalizzare nei colori dei fiori come preferite) la trovate qui in Cartolelya, altrimenti se volete cimentarvi con le vostre mani continuate a leggere e vi darò degli input di lavorazione.
Per realizzarla ho preso spunto da un tutorial della rivista "Cucito creativo facile", tutorial che ho seguito alla lettera nella struttura e dal quale mi sono allontanata poi nella scelta decorazione.
Per fare questa bacheca per appunti in cucina occorrono:
La bacheca misura circa 25 x 45 cm, si inizia a costruire partendo proprio da due pezzi di feltro beige di questa dimensione, ritagliati con la parte superiore stondata, come si vede nella foto sottostante. 

Dal feltro verde ritagliare un rettangolo leggermente più stretto della struttura beige, dargli la forma scelta e praticare un taglio nella parte alta, largo quanto il block notes A5 che in quel taglio andremo poi a infilare.
Sempre nella stessa apertura, internamente a destra, va fissato il cordoncino bianco al quale, alla fine del lavoro, attaccheremo la penna.

Fatto questo cucire il feltro verde sul beige, creando un risvolto in fondo in cui sistemare la bic; poi cucire a punto festone le due parti beige, inserendo all'interno un cartoncino e ricordandosi di creare il gancio per appendere la bacheca.
Ora non resta che decorare tutto.
Io ho scelto di farlo semplicemente con dei fiori bicolori creati a partire dal pannolenci fucsia e arancione, realizzati molto facilmente come mostrato nei quattro passaggi sottostanti.
Li ho attaccati con la colla a caldo inserendo qua e là qualche fogliolina.
Vi piace?
Vi ricordo che, nel caso non abbiate tempo per creare questa bacheca, potete acquistarla a questo link in Cartolelya, dove la potete trovare anche insieme al porta posta abbinato, qui.

Buon San Valentino!

12 febbraio 2018

Biglietto d'auguri per amanti dell'epica e dell'Iliade

febbraio 12, 2018 0 Commenti
Alzi la mano chi non avrebbe voluto, per i suoi 16 anni, ricevere un biglietto d'auguri a tema Iliade! Nessuno? Posso capirlo: non sarebbe piaciuto nemmeno a me.
Eppure mio cugino ha apprezzato molto l'originalità del mio lavoro, d'altra parte ero sicura che l'avrei piacevolmente stupito, vista la passione per l'epica che lo aveva colto, all'improvviso, la scorsa primavera. Quello che so su Ettore e Achille, nonché sulla mitologia greca, lo devo a lui e a Pollon. 

Nonostante non mi sia mai sentita particolarmente coinvolta dai poemi omerici, creare questo biglietto d'auguri mi ha divertita un sacco. Adoro tutte le personalizzazioni possibili e immaginabili, le sfide più complesse, le creazioni più assurde. 

Il biglietto a forma di mura troiane che si aprono lasciando ammirare il famoso cavallo ideato dall'astuzia di Ulisse è uno dei più originali che abbia mai realizzato, nella sua semplicità strutturale.
Eccolo qui.
Che cosa serve:

  • cartoncino beige;
  • cartoncino grigio;
  • colori;
  • cartoncino marrone;
  • cartoncino nero;
  • biadesivo;
  • colla;
  • stampa dell'incipit dell'Iliade.

Ho creato col cartoncino beige la struttura del biglietto, dandogli la forma di un castello con apertura centrale. Coi pastelli ho disegnato una sorta di muratura, completando la facciata con dettagli realizzati col cartoncino marrone, grigio (il portone) e nero (il chiavistello che tiene chiusa la porta e quindi il biglietto.
Per decorare l'interno del biglietto ho stampato l'incipit dell'Iliade scegliendo un font anticato e un colore sempre appartenente alla scala cromatica del marrone. 
Infine ho creato un cavallo di Troia che ho incollato sullo sfondo interno e uno spazio per il messaggio augurale col cartoncino beige.
Il biglietto è disponibile anche in Cartolelya, a questo link.

Quale sarà la prossima idea curiosa?

7 febbraio 2018

Cena di San Valentino: come fare un portacandela con la carta

febbraio 07, 2018 0 Commenti
Dunque dunque dunque: oggi vi faccio vedere una creazione risalente a ben, fatemici pensare, tre anni fa, quando ancora ero una fanciulla convintamente single, che si divertiva a creare l'addobbo della cena di Carnevale paesana di quell'anno, cena che cadeva proprio il giorno di San Valentino. Ecco il perché di una decorazione tanto romantica!

Se lunedì ci siamo occupati di un antipastino veloce e cuoricioso per la cena del 14 febbraio, oggi penseremo invece alla scenografia della tavola: in particolare vi farò vedere come fare un centrotavola-portacandela usando semplicemente la mia tanto amata carta
Che ne dite?
Ecco che cosa serve:

  • candeline bianche;
  • cartoncino rosso;
  • forbici;
  • spillatrice;
  • biadesivo.

Per creare il centrotavola bisogna tagliare delle strisce di cartoncino rosso alte come la candela.
Con la prima striscia bisogna creare un anello che circondi la candela, spillandolo in modo che risulti ben stretto.
Tutto intorno all'anello applicare il biadesivo, poi con le altre strisce creare dei cuori da disporre come mostrato nella foto sottostante, aiutandosi sempre con la spillatrice.
Et voilà: la decorazione fatta a mano per la tavola di San Valentino è già finita!
Il bello di questo centrotavola, secondo me, è il fatto che possa essere riutilizzato più volte, sostituendo semplicemente la candelina centrale una volta finita.

5 febbraio 2018

Antipasto di San Valentino: cuori di pasta sfoglia e prosciutto

febbraio 05, 2018 2 Commenti
Eccomi qui, primo post creativo di febbraio. 

Ieri sfilata dei carri di Carnevale nel mio paese, ci siamo divertiti da morire! Il nostro carro, organizzato in una decina di giorni totale, è risultato più pane che farina, poi alla fine era molto popolato e i bimbi si sono conciati come bestioline ridendo per due ore ininterrotte. No, i bimbi non sono stati gli unici a divertirsi, anzi. Il carro del lontano West ha imbrattato strade e riempito l'aria dei fischi di Trinità. Credo che fischietterò compulsivamente e inconsciamente la colonna sonora del film fino al prossimo Carnevale!

Nessuna creazione elaborata oggi, sono troppo stanca anche solo per pensare di mettermi a fare qualcosa di complicato.
Oggi qui sul blog si cucina, una cosa semplice semplice, veloce veloce, utilissima in vista della cena del 14 febbraio (ma anche di stasera eh): oggi si sforna una teglia di cuori di pasta sfoglia e prosciutto!

La ricetta, come è già accaduto per i cookies carnevaleschi decorati con gli Smarties, l'ho trovata sul meraviglioso sito di Enrica, Chiarapassion, a questo link.

Per fare questo stuzzichino servono:
  • un rotolo di pasta sfoglia rettangolare;
  • 1 scatola di formaggio fresco spalmabile (tipo Philadelphia);
  • prosciutto;
  • parmigiano;
  • un uovo;
  • semi di sesamo.

Farli è molto semplice: basta aprire la pasta sfoglia, spalmare il Philadelphia sopra la metà della superficie, aggiungere le fette di prosciutto e una spolveratina di parmigiano
Chiudere la pasta sfoglia in modo che la parte non farcita finisca sopra quella col ripieno.
Appiattire leggermente col mattarello poi tagliare la sfoglia in striscioline di 1,5 cm.
Arrotolare le striscioline su stesse dando loro la forma di un cuore.
Appoggiare i cuori su una teglia rivestita di carta da forno, fissando "i vertici" con gli stecchini come nella foto sottostante, per evitare che i cuori in cottura poi si deformino.
Spennellare la superficie con l'uovo sbattuto, poi buttarci sopra un po' di semini di sesamo.

Cuocere i cuori di sfoglia al prosciutto e formaggio in forno caldo a 200° per circa 10 minuti.

Una volta sfornati sfilare gli stecchini prima che si freddino.

2 febbraio 2018

Libri di gennaio // Ogni nostra caduta • Storia di una ladra di libri • Il rumore dei baci a vuoto

febbraio 02, 2018 0 Commenti
Il fatto è che voglio tornare a parlare di libri.
Il fatto è che una volta avevo un blog pseudo letterario in cui lo facevo e mi piaceva un sacco. 
Il fatto è che poi gli anni passano, le abitudini cambiano, gli impegni aumentano e a un certo punto sembra non ci si senta più a casa là dove si era stati così bene, fino a poco prima. 
Il fatto è che, così, un giorno si dà un taglio netto e si ricomincia altrove.
Avevo un blog letterario e sentivo crescere in me la voglia di condividere la mia parte creativa, ora ho un blog creativo che vedo crescere, con mia somma gioia, e sento tornare quella voglia di tramandare storie, come si faceva una volta nei paesini di campagna come il mio.
Sto in fase di ricerca. Vorrei da un lato trovare un modo originale e creativo per tornare a parlare di libri e dall'altro vorrei anche prendere i post che avevo scritto nel mio blog precedente e traslocarli qui. Mentre penso al come fare tutto ciò voglio comunque provare a tener traccia delle mie letture, ché altrimenti va a finire che le storie, poi, me le dimentico e non va bene. Per la serie fatto è meglio che perfetto (motto di Gioia Gottini che mi ripeto spesso) ecco i libri che ho letto in questo primo mese di 2018.

1) Ogni nostra caduta di Dennis Lehane.
Il libro è stato un dono per il mio compleanno. Si sa, regalare libri è sempre complicato, soprattutto quando dei miei gusti si sa solo che amo leggere di drammi e tragedie (detta così fa impressione, lo so).
Devo ammettere che la prima pagina del romanzo mi aveva già conquistata; sembrava infatti si parlasse di una donna, Rachel, alla quale era morta la madre all'improvviso prima che si decidesse a rivelarle finalmente l'identità del padre, ma non solo: Rachel era anche una donna che aveva appena ucciso il marito. Insomma, le premesse per una lettura da cardiopalma e lacrimucce c'erano per me, peccato che si siano mantenute vive soltanto per la prima parte del romanzo, fino poi a dissolversi completamente nel finale.
Ho trovato la storia troppo piena di troppe cose: una madre iperpresente, una madre che muore, un padre sconosciuto, una giovane donna in carriera, una giornalista spedita ad Haiti dopo il terremoto, una Rachel che non riesce a riprendersi dalle brutture che ha visto laggiù e fa saltare carriera, primo matrimonio e stabilità mentale. Be', direte voi a questo punto, non ti piacciono le storie drammatiche? Questa sembra esserlo, no? In effetti fino a quel punto lo era. Poi è intervenuto un nuovo marito, Brian, un personaggio che già avevamo conosciuto nella prima parte del romanzo.
La nuova love story tra Rachel e Brian sconvolge tutto, apre nuovi scenari e, praticamente, dà il via a un nuovo romanzo che con le prime cento e passa pagine non c'entra quasi niente.
Il libro è corposo e si lascia leggere bene, ma c'è dentro di tutto e alla fine a me è sembrato solo un'accozzaglia di svariate situazioni tragiche che però sfociano senza tanti intoppi nell'assurdo.

2) Storia di una ladra di libri di Markus Zusak.
Anche questo è stato un libro che mi è stato regalato, a dir la verità l'ho trovato nella calza della Befana. Era da un sacco di tempo che non mi trovavo davanti a un romanzo così. Non mi era mai capitato prima di leggere una storia narrata dalla Morte. È stata un'esperienza emozionante. Ho pianto. Da molto non piangevo per un libro.
La Morte ci racconta di quanto ha dovuto lavorare negli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale, anni in cui gli uomini pensavano di andare incontro al nemico e invece, inevitabilmente, andavano sempre e comunque tutti incontro a lei. In più di un'occasione sfiora la giovane esistenza di una bambina tedesca figlia di una madre comunista, Liesel Meminger. È lei la ladra di libri. La Morte è stata la prima a scoprire la sua passione, la vede infatti raccogliere un libricino nero perso da chi aveva appena sepolto il suo fratellino, morto all'improvviso durante il viaggio in treno che li avrebbe dovuti condurre dalla loro nuova famiglia adottiva, dove solo Liesel arriverà.
Ad attenderla, in una via il cui nome significa "Paradiso", ci sono Hans e Rosa Hubermann, tedeschi non nazisti, poveri, ma tutto sommato in grado di donare una certa serenità alla piccola Liesel. È soprattutto il padre dagli occhi buoni e d'argento che ruba il cuore della bambina. Ci si affeziona subito, sarebbe impossibile non farlo. È lui che la consola quando di notte ha gli incubi, lui che le cambia le lenzuola quando fa la pipì a letto, lui che, soprattutto, le dà la chiave per entrare nel magico mondo dei libri, insegnandole a leggere e a scrivere, dandole quindi tutti i mezzi necessari per farla diventare una ladra di libri. Li ruberà da un falò acceso dai nazisti, li ruberà dalla biblioteca della moglie del sindaco. Li leggerà durante i bombardamenti agli altri rifugiati. Li salverà dal fuoco. Da loro si farà salvare la vita.
Il romanzo racconta anche la storia di una fisarmonica e di una promessa, di una cantina troppo bassa per difendersi dalle incursioni aeree, ma abbastanza grande per nascondere Max, ebreo figlio dell'uomo che salvò la vita di Hans durante la Grande Guerra.
È la storia di Rudy, di un bacio mille volte chiesto e mai ricevuto. È la storia di un ragazzo che avrà sempre i capelli color dei limoni e di un amore che non ha avuto il tempo di diventarlo.
È una storia col finale peggiore, o quasi. Un finale che non accarezza. Un finale che non è lieto. Un finale che fa piangere. La Morte, in quegli anni quaranta lì, ha avuto un gran da fare.

3) Il rumore dei baci a vuoto di Luciano Ligabue.
A differenza degli altri due questo libro l'ho comprato da sola. Per essere precisa l'ho comprato, insieme ad altri sei, in una libreria dell'usato bellissima di Aosta (questa qui). In mezzo a souvenir di legno, una tazza, matite e yo-yo, mi sono portata a casa dalle vacanze anche sette libri usati (e uno nuovo preso a Cogne), tra cui questo di Ligabue, che come cantante e come tipo di uomo mi piace assai. Come scrittore...ni. Il rumore dei baci a vuoto è un insieme di una decina di racconti, all'inizio così così, poi sempre più belli. Nell'insieme non mi ha dato e non mi ha tolto un granché, ma certamente l'immagine dei baci "a vuoto" mi verrà in mente tutte le volte che chiamerò la mia micia Clò. Quell'immagine mi è piaciuta molto, soprattutto perché pensavo che i baci a vuoto fossero quelli non ricambiati per un'altra persona e invece no: sono i richiami degli umani per i gatti. Bello.

31 gennaio 2018

Spille con cuori di carta lavorati con la tecnica del quilling

gennaio 31, 2018 0 Commenti
Ultimo giorno di gennaio, tra tredici giorni sarà Carnevale, tra quattordici San Valentino. Devo dire che al momento sono più coinvolta dalla prima festa, infatti domenica nel mio paese ci sarà la sfilata dei carri e io sono ancora alle prese con l'allestimento di quello del mio gruppo (sul tema per ora mantengo il riserbo).

Per San Valentino vorrei riuscire a preparare una sorpresa ad Archimede, magari un week end fuori porta da abbinare all'edizione primaverile de "Il mondo creativo": sì, lo so, non sarebbe proprio quel che si dice un regalo disinteressato. Dite che è brutto? 
Per il biglietto sono sistemata, so già quale scegliere per lui tra i cinque che ho realizzato per la Cartolelya.
Sempre per il mio shop online e sempre per la festa più cuoriciosa dell'anno, ho provato a creare anche delle romantiche spille di carta.
Le spille sono decorate con cuori di carta realizzati con la tecnica del quilling, tecnica che, come vi ho già accennato in precedenti occasioni, voglio assolutamente approfondire.

Credo che la mia spilla preferita sia quella che vede un grande cuore racchiuderne tre. Lo trovate a questo link. Mi piace per il suo abbinamento di colori che di solito non si vedono insieme e per l'idea che si può essere uniti pur nelle differenze, contro i pregiudizi e le prese di posizione.

La seconda spilla (che trovate qui in Cartolelya) gioca con le gradazioni di colore e con la simmetria. Il bianco, il rosa e il rosso si mescolano fino a creare un cuore dolce e romantico, che darà un tocco sognante al vostro abbigliamento.

Infine l'ultima spilla che vi presento è quella col cuore più classico: tutto rosso, rosso di passione e sentimento. È disponibile a questo link.

Qual è la vostra preferita?

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