28 settembre 2016

Come piegare un tovagliolo a forma di rosa

settembre 28, 2016 0 Commenti
Preferisco avere rose sul mio tavolo che diamanti sul mio collo. [Emma Goldman]
Non è stagione di mazzi di rose appoggiati in mezzo al tavolo, certo, ma con un paio di tovaglioli, un po' di fantasia e un pizzico di manualità tutto è possibile. 
Quella che propongo oggi è una delle mie piegature preferite, sebbene non la usi spesso perché è piuttosto laboriosa.
Che cosa serve:
- un tovagliolo verde per le foglie;
- un tovagliolo colorato per i petali.

Come si fa
1) Aprire un tovagliolo verde e piegarlo a metà lungo la diagonale.
2) Piegare il triangolo a metà, facendo coincidere i vertici della base.
3) Piegare ancora a metà il triangolo così ottenuto. Lasciare da parte le foglie così ottenute e prendere un tovagliolo colorato per fare il fiore.

1) Come per le foglie aprire il tovagliolo e piegarlo a metà lungo la diagonale.
2) Piegare il tovagliolo portando il vertice del triangolo sulla base.
3) Piegare ancora una volta la parte superiore verso il basso.
4) Arrotolare il tovagliolo.
5) Inserire la rosa dentro le foglie.
6) Mettere tutto dentro al bicchiere, modellando le foglie.

E ora, buon appetito!

26 settembre 2016

Bignè per il mio compleanno

settembre 26, 2016 2 Commenti
Ci sono anni che pongono domande e anni che rispondono. [Zora Neale Hurston]
Oggi sono 26
Supero l'esatto quarto di secolo e mi addentro in quella che, qualche tempo fa, appariva al mio immaginario come l'età adulta. Detta così mette una certa ansia, lo so. Il fatto è che, tra le tante cavolate e inerzie che hanno costellato la mia vita finora, mi sono sempre detta: a 25 anni cresci
E un po', pochino eh, sono cresciuta davvero.
Nell'ultimo anno ho scoperto molte cose nuove, tra cui che è bello avere un paio di braccia in cui rifugiarsi la sera, anche se è importante voler bene prima di tutto a se stessi, perché non si sa mai come funziona l'amore e come funzionano le persone. 
L'ultimo anno, quello dei miei 25, è stato un saliscendi di emozioni, di momenti in cui avrei voluto piangere di gioia e di altri in cui ho pianto di fortissimo dolore e rabbia. Di sicuro ho preso più consapevolezza con me stessa, coi miei limiti e, forse forse, anche con le mie potenzialità. Se mi guardo allo specchio non noto più solo i difetti: quella ciccetta morbida sballonzolante (per dirla come Bridget Jones), la pancia che non è piatta nemmeno se sto in apnea o i capelli senza un senso. Vedo qualcos'altro, adesso, una piccola donna in divenire, ricca di molte cose belle, tutto sommato.

Chiudo gli occhi, soffio le candeline, lascio che i desideri si accavallino. Sorrido a quella che sono diventata e comunque vada il meglio deve ancora, e sempre, venire!

Per festeggiare la mia nuova gioia di essere così come sono, anche se non mi piace festeggiarmi, vi offro un vassoio di buonissimi bignè!
Ingredienti per i bignè:
- 150 g di farina;
- 125 g di burro;
- 4 uova;
- 250 ml d'acqua;
- un pizzico di sale.
Ingredienti per la glassa:
- 100 g di zucchero a velo;
- 2 cucchiai d'acqua;
- coloranti alimentari;
- confettini colorati a piacere.
Ingredienti per la crema:
- 6 tuorli;
- 500 ml di latte;
- 160 g di zucchero;
- 60 g di farina;
- scorza di limone.

Come si fa
Iniziare preparando la pasta choux per i bignè. Mettere sul fuoco l'acqua insieme al burro a pezzetti e a un pizzico di sale. Quando il composto sta per bollire aggiungere la farina tutta insieme mescolando velocemente. Far bollire l'impasto a fuoco basso per 5 minuti. A questo punto toglierlo dal fuoco e farlo raffreddare.
Una volta freddo aggiungere le uova, amalgamandone una alla volta.
Con la sac a poche o soltanto con un cucchiaio disporre l'impasto a piccoli ciuffi sulla carta da forno, distanziandoli per evitare che in cottura si attacchino.
Cuocere a 200° fino a che saranno dorati in superficie.
Nel frattempo preparare il ripieno. Io vado sul classico, con la mia crema pasticcera preferita. Amalgamare i tuorli allo zucchero e alla farina, poi versare il composto in una pentola col latte e la scorza del limone. Far bollire fino a quando la crema non raggiunge la giusta consistenza.

Quando sia i bignè che la crema sono freddi si può procedere alla farcitura, aiutandosi con la sac a poche oppure più semplicemente tagliando a metà i bignè.
Per completarli, volendo, si possono decorare con la glassa (acqua e zucchero a velo) e un po' di confettini colorati.

21 settembre 2016

Fantanatura // Come fare dei centrotavola autunnali

settembre 21, 2016 0 Commenti
L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore. [Albert Camus] 
Per dare il benvenuto qui sul blog a una stagione che amo particolarmente per i suoi colori, per le giornate più corte, per il ritorno del fuoco, delle sciarpe e delle pantofole, vi lancio un'idea veloce veloce e di semplice realizzazione, almeno per chi abita, come me, in campagna. 
La natura non è solo bellissima da guardare, ma è anche una fonte inesauribile di materiale unico per le nostre creazioni. Ho deciso di raccogliere tutti i tutorial a costo-quasi-zero, creati proprio a partire da elementi naturali, in una rubrica (chiamiamola così anche se non avrà date fisse) che ho battezzato Fantanatura!

In questo primo giorno d'autunno vi mostro come ho realizzato dei centrotavola per una festa paesana, l'anno scorso.
Che cosa serve:
- "ruzzole" di legno per la base;
- foglie, pigne, bacche e tutto quello che ci suggerisce la fantasia.

Come si fa:
1) Con la motosega tagliare un tronco in tanti dischi di circa 1 cm / 1,5 cm di spessore. 
2) Fare una passeggiata e raccogliere tutto quello che ci può servire per creare: foglie autunnali; bacche di rosa canina; pigne, gusci di noci, pallucche, ghiande ecc. ecc.
3) Con la colla a caldo dare vita a una composizione del tutto unica, fatta di quei colori caldi che io amo particolarmente.

19 settembre 2016

Guarda bello! // Capitolo 1

settembre 19, 2016 0 Commenti
Non so che cosa sarebbe stato della mia vita se fossi vissuta in un'epoca senza fotografie a portata di mano. Gli amici mi dicono che sono peggio di quelle flotte di giapponesi che immortalano ogni piccola cosa da ogni punto di vista.
E hanno ragione.
La situazione è degenerata con l'arrivo degli smartphone che fanno foto più che decenti: i miei scatti, con loro, si sono moltiplicati. Il problema è che queste migliaia di foto che intasano la scheda sd restano lì, quasi sempre dimenticate.

Questa rubrica nasce nella mia testolina proprio per raccogliere tutti quegli scatti, certo non bellissimi, nati sull'onda di una meraviglia assoluta, sull'onda di un'improvvisa voglia di creare qualcosa di simile, sull'onda di un'ispirazione, di due occhi spalancati, di un'esclamazione: Guarda bello! 
Comincio con un paio di idee da provare a rifare, prima o poi, provenienti da Agriumbria 2016, una grande fiera della scorsa primavera che ha per protagoniste la campagna e tutti i lavori che vi ruotano attorno.


1) Evviva il riciclo creativo dei pallet e dintorni! Ormai è una vera e propria moda di cui io sono innamoratissima. Come mi disse un giorno una fioraia però Ti immagini spolverare una casa coi mobili fatti di bancali? Belli eh, ma ci sarebbe da impazzire!

Un tavolinetto all'aperto però...magari vicino all'amaca...si potrebbe anche fare, no?

2) Ed ecco un'ideuzza semplice e di effetto: un centrotavola rustico di pasta, gli spaghetti sostituiscono i fiori e ne nasce un piccolo gioiellino che io non esiterei a usare. Non è bellissimo?

3) Cambio di location: dagli spazi aperti della fiera dell'agricoltura ai locali del Conad. Che ne dite di questo albero di Pasqua fatto con nidi di tagliatelle argentati? Colori a parte, più natalizi che pasquali secondo me, mi è sembrata un'idea carina, sicuramente da sviluppare.

14 settembre 2016

Come cucire un cappello da chef (anche da bambini)

settembre 14, 2016 0 Commenti
Le persone che amano mangiare sono sempre le migliori. [Julia Child]
Tra tutte le passioni che ho, il cucito è la più recente. Fino a qualche mese fa non avevo mai fatto quasi niente con ago e filo, poi col Carnevale mi sono trovata a creare mucche e maiali per il carro e da lì è nato tutto. Nello stesso momento, casualmente, mi sono imbattuta in Emanuela Tonioni, tutor di cucito creativo a Detto e fatto ed è stato amore a prima vista: subito mi sono detta che era ora passata di tirare fuori la macchina da cucire dalla sua scatola.

Questo progetto del cappello da chef è proprio della Tonioni, io l'ho realizzato per la mia nipotina, come si può dedurre facilmente dalla fantasia della stoffa a tema Peppa Pig. Non è bellissimo? Io sono rimasta superentusiasta del risultato!
Che cosa serve:
- stoffa "sostenuta" di Peppa Pig (qui la variante per i maschietti);
- velcro;
- metro;
- forbici;
- macchina da cucire;
- penna cancellabile;
- scotch di carta o colla stick.

Come si fa:
1) Da una stoffa non leggerissima, altrimenti il cappello si affloscerebbe, ritagliare un cerchio del diametro di 48 cm. Lungo la circonferenza iniziare tracciando una tacca lunga 5 cm, da lì partire per segnare tante piccole tacchettine, a una distanza alternata di 5cm e 2,5 cm.
2) Tagliare lungo la prima tacca, fare uno spacco e fissare momentaneamente i bordi verso l'interno con la colla stick o lo scotch di carta. Subito dopo cucire quest'orlo.
3) Questo è il passaggio più complicato. Bisogna cucire, a rovescio, il bordo del cappello fissando direttamente le pieghe del cappello. Per farlo bisogna prendere in considerazione gli spazi da 5 cm e sovrapporre la prima tacca di quegli spazi alla seconda, cucendo a mano a mano, facendo molta attenzione. Fare così per tutte le tacche da 5 cm, fermandosi ogni volta per poi ricominciare a cucire.
4) Per la fascia alla base del cappello tagliare una striscia di 66x15 cm, piegarla a metà cucendo i lati corti a rovescio, poi risvoltarla.
5) Posizionare il bordo della fascia sul bordo del cappello, dritto contro dritto, cucire in questo modo tutto insieme.
Rifinire col punto zigzag.
6) Attaccare il velcro ai bordi della fascia in modo da dare al cappello la giusta grandezza per ogni testolina.
E voilà... detto fatto! Era il caso di dirlo.

Per tutti i passaggi poco chiari vi rimando direttamente al video di Emanuela Tonioni.

12 settembre 2016

I Piccolini // Un dalmata con un rotolo di carta igienica

settembre 12, 2016 0 Commenti
I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso. [Christian Bobin]
Non ho ancora mai parlato di lei, della mia nipotina meravigliosissima, del Tesorodellazia più favoloso che ci sia. Non ho ancora mai parlato della mia Piccolina a cui è dedicata questa sorta di rubrica: uno spazio per raccogliere tutti gli Art Attack che facciamo insieme, noi due, con lei che mi fa vedere le mani sporche e mi dice È vero che quando sono grande la posso usare anch'io la colla a caldo? E io che le dico Certo, anche la macchina da cucire e il taglierino. E lei che ride soddisfatta.
Oh sì, sono ubriachissima di lei.
Quattro anni, occhi vispi, parlantina sciolta, sorriso contagioso. La mia droga, la mia vitamina, il mio rimedio contro il malumore. Da quattro anni la mia vita è più bella, grazie a lei.

Fine del momento sdolcinato.

Torno in me.

Avevamo un rotolo di carta igienica, una volta. Che farne? Tra gli innumerevoli, possibili, animali che avevamo a disposizione, la mia Piccolina ha scelto...un cane della Carica dei 101 (qui trovi anche un tutorial per un costume di Carnevale da dalmata)!
Che cosa serve:
- un rotolo di carta igienica;
- cartoncino bianco;
- pennarello nero;
- due stecchini del gelato;
- colla a caldo.

Come si fa
1) Per il corpo tagliare una striscia di cartoncino bianco della stessa altezza del rotolo di carta igienica.
Disegnarci sopra le macchie.
2) Chiudere le aperture del rotolo con due cerchi di carta bianca fissati con la colla a caldo.
Disegnare, colorare (sempre con l'aiuto del Piccolino) e ritagliare la testa e la coda.
3) Mettere insieme tutti i pezzi, incollando prima la striscia del corpo in modo da avvolgere tutto il rotolo, poi la testa, la coda e infine le zampe ottenute spezzando a metà due stecchini del gelato.

7 settembre 2016

Un cuoricino amigurumi per il nostro primo anno insieme

settembre 07, 2016 2 Commenti
Ti ho amato attraverso giorni di buona fortuna e di festa, ti ho amato attraverso giorni di mare agitato e tempesta, ti ho amato per quando mi hai preso e portato vicino a una stella e per quando mi hai preso per mano e tenuto coi piedi per terra. Coi piedi per terra. [Modena City Ramblers, Coi piedi per terra]
So che non è semplice amare un'anima solitaria come me. 
So che non è facile amarmi, perché per tanto tempo sono stata la prima a non farlo. 
Sei arrivato nella mia vita in un momento bello, quando allo specchio non vedevo già più uno schifo totale, quando iniziavo a percepire che ci sarebbe potuto essere qualcosa di bello in me, tu l'hai confermato. 
Ho lottato con me stessa per farti posto tra i miei interessi accumulati in 25 anni di vita vissuta in solitudine: ho tolto spazio ai libri, al volontariato, ai film, alle pantofole e al pigiamone d'inverno. Mi sono violentata certi giorni all'inizio, poi però i sorrisi sono aumentati e con te la consapevolezza che sì, continuo a pensare che la solitudine non sia poi così male, ma che insieme la vita abbia un altro senso. 
Un senso più compiuto.
Un senso al futuro.
Un senso da realizzare, progettando e improvvisando insieme.
Sbaglieremo altre strade e litigheremo forse più di quello che abbiamo fatto in questo primo anno, ma credo che potremo crescere ancora tanto, insieme. Due Archimedi come noi non possono che costruire cose meravigliose.

Grazie per essere come sei con me.

Lo schema del cuoricino è della favolosa airali, l'amigurumatrice più brava del web!
Per tutte le altre mie idee romantiche raccolte sul blog invece clicca qui.

5 settembre 2016

Biglietto per un babbo di campagna con orto pop up

settembre 05, 2016 0 Commenti
E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano, non racconta più favole e ormai non ti prende per mano, sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare e sospesi fra voglie alternate di andare e restare... di andare e restare... [Francesco Guccini, E un giorno] 
Mio padre è un uomo tutto d'un pezzo: burbero ma col cuore buono come il nonno di Heidi; incapace - un po' come me - di tirare fuori i propri sentimenti; incapace di dire Ti voglio bene.
Di lui sono stata prima innamorata e poi nemica, come pare capiti alle persone simili: ho la sua facilità ad arrabbiarmi, il suo taglio d'occhi, la sua pelle delicata. Mille volte l'avrei voluto diverso, mille volte avrei voluto che mi facesse domande, che si interessasse, che fosse capace di dire qualche sì alle mie richieste. Mille volte mi sono sentita amata e incompresa allo stesso tempo, mille volte ho sperato che cambiasse, fino a quando sono cambiata io.
La mia resa, la fine dell'adolescenza, la presa di coscienza che può essere che qualcuno ci ami anche se non lo fa nel modo in cui vorremmo noi.

A mio padre, che non è stato non è e non sarà un padre perfetto, devo l'insegnamento che nella vita non importa quello che fai, se lo fai onestamente, e che l'onestà e la dignità non si esprimono per forza attraverso mani pulite. Grazie a lui ho capito che le mani sporche di terra non sono davvero sporche.
Con lui ho raccolto funghi e more, con lui ho piantato pomodori e raccolto patate.
Per questo biglietto mi sono ispirata a quei bei momenti lì, passati in mezzo alla nostra campagna, alla nostra natura, da cui volevo fuggire e in cui poi, entusiasticamente, sono rimasta.
Buon compleanno babbo!
Che cosa serve:
- cartoncini bianco, giallo, marrone, celeste e verde chiaro;
- ritagli di cartoncino verde foglia, rosa, rosso, arancione;
- accendino;
- spago;
- colla;
- forbici e taglierino;
- timbro o disegno in tema;
- pennarelli e pastelli.

Come si fa
1) Scegliete un disegno che vi piace e coloratelo (questo è quello che ho usato io). Fatelo di una dimensione tale che entri comodamente dentro un biglietto della dimensione di 15x21 cm, con una copertina quindi di 15x10,5 cm.
2) Per dare un effetto anticato, di vissuto, bruciate i margini del disegno, la stessa cosa fatela col cartoncino giallo da attaccare tra la base marrone della terra e il disegno. Infine decorate la copertina con un fiocco di spago incollato col vinavil. Lasciate asciugare e nel frattempo preparate l'interno.
3) L'interno rappresenta una specie di orto pop up. Prendete un cartoncino celeste e, seguendo lo schema posto qui di seguito, tagliate le parti rosse e piegate lungo le linee tratteggiate.
4) Ritagliate allo stesso modo un cartoncino verde (come mostrato nella figura n°4), eliminando la parte superiore.
5) Incollate il cartoncino verde su quello celeste, in modo che i tagli coincidano.
6) Ritagliate i vostri ortaggi: io ho scelto un ravanello, una rapa e una carota (per restare anche in tema con la copertina). "Piantateli" attraverso il taglio che avete precedentemente fatto.
7) Unite infine le parti del vostro biglietto: non è forse un orto bellissimo?

1 settembre 2016

L'Ely curiosa

settembre 01, 2016 0 Commenti
Sono sempre rimasta fedele alla mia meraviglia. [Alda Merini]
Settembre è un libro che profuma di nuovo, ficco il naso tra le pagine sorridendo. 
Inspiro. 
Ci sono dentro tutti i primi giorni di scuola, lo zaino tenuto su entrambe le spalle, i capelli raccolti.
Espiro. 

Settembre ha tramonti bellissimi, dall'alto della mia campagna do sempre un'occhiata a Ovest la sera, quando il cielo si tinge di rosso e il sole scompare dietro l'Amiata, in lontananza.
Inspiro.
Ci sono dentro tutte le ore di vendemmia, le canzoni stonate da una filara all'altra, le amate sciarpe ritirate fuori, perfino le pantofolone che non possono certo competere con le infradito.
Espiro.

Settembre è la voglia che torna di accendere il forno, il piumino rimesso sul letto, le mani che non sudano più per fare l'uncinetto.
Inspiro.
Ci sono dentro tutte le candeline soffiate: quest'anno saranno 26, un'età intermedia un po' come è questo mese, a cavallo tra l'estate e l'autunno; una mezza stagione, anche la mia: tra la spensieratezza e la responsabilità.
Espiro.

Settembre è la necessità di iniziare nuovi quaderni, di dare l'avvio a nuovi progetti.
Nel 2016 settembre è l'apertura di questo blog, al quale vorrei lavorare per far sì che diventi uno spazio in grado di rappresentarmi al meglio, che rappresenti al meglio tutto quello che amo più fare.

Mi chiamo Elisa e sono molto curiosa. Se dovessi scegliere un aggettivo, uno soltanto, per descrivermi non ne sceglierei un altro. Finora sono stata molte cose, tutte molto diverse tra loro, ma questo lato del mio modo di pormi nei confronti del mondo le tiene tutte unite. Benché io sia stata un'avida lettrice, un'aspirante pasticcera o un'amante della matematica, non ho mai smesso di sperimentare cose nuove, di indagare e ricercare.  A me piace pensare che la curiosità sia l'ingrediente che ci tiene vivi, vivi nel vero senso del termine. La curiosità e l'amore, tutto il resto è secondario.
Da alcuni anni mi diverto molto a navigare su internet alla ricerca di idee, spunti, ispirazioni. Ci sono vari blog che leggo assiduamente da tanto tempo, credo non ci sia cosa più bella di condividere, senza invidia e gelosia, le proprie scoperte e le proprie passioni, perciò in questo settembre ho preso coraggio e ho fatto quello che sognavo di fare da diverso tempo: aprire un blog creativo tutto mio.
Non sarà uno spazio monotematico, perché io non lo sono affatto: la curiosità si è declinata in tanti modi diversi. Pian piano ho intenzione di riempire questo spazio vuoto di tanto, tantissimo colore.

Apro questo blog per divertirmi, innanzitutto; poi per riordinare e condividere le mie creazioni; infine, e forse è questa la cosa più importante, apro L'Ely curiosa perché ho capito con un po' di ritardo che lavorare con le mani è bello, che non c'è cosa più dignitosa di un'altra, che fare l'uncinetto non è da vecchie e che sono felice così, con la mia vita un po' all'antica, in mezzo al verde, senza discoteche, senza rientri mattutini. Lo devo alla ragazzina che ero, che dieci anni fa si faceva tanti problemi per certi suoi aspetti caratteriali "fuori dalla normalità", si chiudeva in se stessa e spesso lasciava agli altri quello che gli altri volevano. Ora però sono grande, quasi, ora non ho più paura di me, delle mie scarpe sporche di vernice, dei miei gomitoli intrecciati. Non ho più paura di quella che sono, ora mi voglio bene e questo angolo è un regalo mi faccio.

Buona lettura e viva, sempre, la curiosità!