19 ottobre 2016

# filet # uncinetto

Come calcolare il prezzo di un lavoro a filet // Bordo con rondini e foglie

Si può vivere infinitamente meglio con pochissimi soldi e un sacco di tempo libero, che non con più tempo e meno soldi. [Ezra Pound]
Essere nata nel 1990 significa aver finito la scuola all'alba della crisi economica, significa essersi sentiti dire che lo studio sarebbe stato inutile senza spinte, ma che anche trovare un lavoro senza studio sarebbe stato complicato, che la soluzione era una: andare via.
Personalmente non ho mai considerato la fuga come una reale alternativa, io così radicata nella mia terra, così insofferente di fronte alla palese importanza delle lingue straniere, dove mai sarei potuta essere felice?
Ho scelto di restare qui.
Non sono mai stata attratta dal posto fisso finora, forse perché fino a questo momento non è che abbia mai fatto chissà quali progetti seri e impegnativi per il mio futuro. Archimede nella mia vita esiste da poco. L'economia mi è sempre rimbalzata addosso, non c'ho mai capito niente. A scuola i professori insinuavano che fossi un'eccellente studentessa, ma che tenevo tutto per me, che, in poche parole, non sapevo vendermi. Io facevo spallucce, non mi interessava: sapevo di sapere, non mi importava alzare la mano per prima, non mi serviva, non volevo essere sul piedistallo. Alla gloria preferivo l'invisibilità.
Eppure avevano ragione loro: non sapevo e non so vendermi. Non ho mai imparato, non so come si fa. Ho paura di apparire presuntuosa, di approcciarmi male, semplicemente di non essere capace.
Credo che sia il mio limite più grande, su cui vorrei riuscire a lavorare anche con questo blog. Mai dire mai.

La scorsa primavera ho avuto la fortuna, parlo di fortuna perché l'opportunità non è dipesa da me,  di vedermi commissionato un lavoro a uncinetto: non era mai successo prima. Ho subito accettato entusiasticamente: il compito sarebbe stato quello di realizzare un bordo a filet per una tovaglietta di una cappella del cimitero. Avrei potuto avere un lavoro più allegro, questo non lo nego, ma comunque realizzarlo mi ha inorgoglita lo stesso. Mi è capitato poche volte di sentirmi emozionata per un lavoro retribuito, non succede quando faccio i caffè per esempio, con l'uncinetto però sì. Sono stata felice e forse, se solo sapessi vendermi meglio, potrei esserlo più spesso.

Per fare il bordo ho utilizzato il cotone bianco n°12 (fornitomi dalla cliente) e l'uncinetto n° 1.
Alla fine il lavoro pesava ben 175g!

Quando ero circa a metà dell'opera ho iniziato a riflettere sul prezzo da dare al mio lavoro, dall'inizio mi ero appuntata le ore che avevo trascorso con l'uncinetto in mano, ma capivo da sola che non sarebbe stato giustissimo farle pagare interamente, per svariati motivi:
- lavoravo davanti alla tv;
- lavoravo fuori tra carezze a cani e gatti;
- lavoravo mentre ero impegnata con la preparazione di pranzi e cene;
- non ero velocissima.
Insomma: le distrazioni erano innumerevoli e, per me, inquantificabili.

Così ho chiesto aiuto alla mia merciaia di fiducia, che mi ha spiegato il suo metodo: quando inizia un lavoro si mette giù un'ora al massimo della concentrazione, poi pesa il cotone lavorato. In questo modo, quando avrà finito tutta la creazione dividerà il peso totale per quello lavorato in un'ora ottenendo le ore totali nette (senza il lordo delle inevitabili distrazioni). Lei, mi ha detto, chiede 5€ all'ora, di più non le danno mai.
Sono tornata a casa abbastanza soddisfatta, ma avevo comunque un problema: il mio lavoro era a metà, ormai mi era impossibile calcolare il peso del cotone lavorato in un'ora.

Ho pensato di provare in un altro modo: quando sono arrivata a lavorare i giri di media lunghezza mi sono cronometrata. Dal calcolo è risultato che, in media, io lavorassi un giro in 6 minuti
Il lato lungo (80 cm) era composto da 142 giri; quello corto (38 cm) da 67 giri; l'angolo da 38 giri: in totale il bordo contava 352 giri.
A partire da questi due dati sono risalita prima al totale dei minuti impiegati per il lavoro (2112) e poi al totale delle ore: 35,2.
Considerando 5€ all'ora avrei dovuto chiedere 176€, che ho portato a 150€ perché, forse sbagliando non lo so, non sono poi tanto veloce.
Questo è quanto. 
Non so se mi sono svenduta, ho cercato di essere il più onesta possibile sia con la cliente (farle pagare le mie 55 ore piene di distrazioni non sarebbe stato giusto) sia con me.

Che ne dite?
E, soprattutto, che metodi usate per definire il prezzo dei vostri lavori artigianali?

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