5 ottobre 2016

# restyling mobili

La nuova vita di una vecchia sedia

Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio. L’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo. [Gian Piero Bona]
C'era una volta una piccola sedia di legno che, tanti tanti anni fa, viveva dentro le aule di una scuola
C'era anche una volta una campagna che pullulava di bambini impolverati e con le scarpe bucate che per raggiungere quella seggiolina dovevano fare ogni giorno chilometri e chilometri a piedi. Non c'erano molte alternative per loro, nessuno sognava di fare il medico o l'avvocato, era già tanto riuscire ad arrivare alla licenza elementare. Più che i libri, quei bambini liberi e poveri, avrebbero imparato a leggere il cielo.
La seggiolina di legno reggeva il peso di esistenze già segnate, mentre la maestra bacchettava e l'inchiostro esplodeva nelle mani dei bimbi. Era tutto meno democratico una volta: se eri nato da un contadino sembrava inevitabile che facessi il contadino anche tu. La scuola obbligatoria era una conquista recente, la seggiolina lo sapeva bene, così come sapeva bene che, dopo la terza o la quinta elementare, nessuno di quei piccoli studenti avrebbe mai più letto una poesia. C'era già il lavoro ad attenderli e che avessero voglia o no di imparare dalla scuola non importava a nessuno. Le loro mani sarebbero diventate nodose e la loro calligrafia, senza ulteriore allenamento, sarebbe rimasta ferma a quel banco, ferma alla perfezione degli otto anni.
Passarono gli anni e di quella scuola ben presto non ci fu più bisogno. Quella campagna che era stata luogo di fatiche e sfruttamento, ma che era piena di giovani e famiglie, ben presto si spopolò. La città era rumorosa e attraente, non seguiva l'andare delle stagioni e puzzava meno di sudore. A poco a poco avevano chiuso le botteghe, si erano svuotate le case, anche alcune scuole non servivano più.
Non serviva più nemmeno la seggiolina, che stava per essere bruciata, quando un uomo la vide e, ricordando i tempi in cui aveva retto il suo sederino qualche decennio prima, la portò a casa dove visse per ancora molti molti anni, tra qualche nuovo chiodo e qualche nuovo strato di colore: l'ultimo poche settimane fa.
Che cosa serve:
- gesso acrilico;
- acrilici tortora, rosa e bianco;
- spugna;
- sagome di cuori;
- flatting trasparente.


Come si fa
1) Usare come fondo di pittura il gesso acrilico, ricoprendo interamente la superficie della sedia.
2) Una volta asciugato il primo strato passare alla pittura. Io ho deciso di usare colori tenui, in particolare il tortora e il rosa. Per dipingere non ho usato il pennello, ma una spugna.
Per completare il già romantico aspetto della sedia ho realizzato tre cuori bianchi aiutandomi con delle sagome stampate da internet (a mano libera mi venivano mooolto storti!).
Quando la sedia sarà pronta rifinire il lavoro passando uno strato leggero di flatting trasparente.

E la storia così può continuare.

2 commenti:

Follow Us @soratemplates