23 gennaio 2017

# amigurumi # Le favolette dell'Ely

Come fare un gufo amigurumi // Questa è la storia di Peppe il gufetto

Il pattern gratuito in italiano per creare Peppe il gufetto si può trovare qui.
C'era una volta un gufetto curioso, che aveva da poco iniziato a volare. 
Si sa che i gufi sono animali saggi e anche Peppe il gufetto, infatti, lo sarebbe diventato.
Di giorno la mamma gli leggeva tanti libri e di notte lo portava alla scoperta del mondo. Ma che cosa si poteva scoprire, in fondo, col buio? Peppe il gufetto non era felice di essere un animale notturno: i boschi li avrebbe voluti vedere di giorno, con la luce del sole, con tutti i loro colori. Sui libri leggeva che i prati erano verdi e il cielo azzurro, ma lui vedeva tutto, sempre, nero. 
Era stufo di quel buio.
Per giorni e giorni e giorni chiese alla mamma di poter volare di giorno, ma lei non gli disse mai di sì, continuava a ripetergli che non era quella la sua natura.
Peppe il gufetto era triste e arrabbiato, non voleva più diventare saggio come lo erano stati tutti i gufi prima di lui, voleva essere qualcos'altro.
Si chiudeva le ali intorno al corpo e triste rifletteva.
Perché non era nato pettirosso? I pettirossi, sapeva, volavano anche di giorno e annunciavano la neve.
Perché non era nato canarino? Aveva letto che i canarini erano tutti gialli ed erano anche molto amati dai bambini.
Nessuno invece amava Peppe il gufetto, perché quando usciva di notte tutti dormivano.

Passò il suo primo inverno, della neve Peppe riuscì a indovinare il bianco grazie alla luce riflessa di una luna piena di gennaio.
Arrivò la primavera. I libri dicevano che era una stagione bellissima, ricca di fiori e profumi, ricca di colori vivaci che Peppe desiderava assolutamente vedere, perciò chiese un'ultima volta alla mamma di poter uscire di giorno, ma lei gli disse di nuovo che non era nato per quello.
Un pomeriggio di aprile, mentre la mamma era intenta a sviluppare la sua saggezza in fatto di ricette e cose da femmine, Peppe decise di realizzare il suo sogno. 
La felicità va conquistata, aveva letto sui libri.
La sua felicità, ne era certo, si sarebbe realizzata vedendo davvero i colori, senza il filtro delle pagine di saggezza dei gufi; per questo volò da solo, in pieno giorno, fuori dalla sua tana.

La luce del sole era fortissima, per i primi minuti Peppe faceva fatica anche a tenere gli occhi aperti, quasi quasi fu tentato di ritornare subito indietro. Non lo fece perché all'improvviso arrivò uno scroscio d'acqua. Si mise al riparo su un ramo di una quercia, dove un timido passero aveva già preso posto.
«Tu chi sei?» gli chiese.
«Peppe il gufetto.»
«Non ho mai visto un gufetto prima! Hai davvero delle bellissime piume, sai?»
«Davvero? Ora sono tutte bagnate.»
«Il sole le asciugherà presto. - disse ancora il passerotto - Ecco, vedi, le nuvole stanno andando via.»
«Guarda laggiù!», urlò Peppe euforico e con un balzo abbandonò la quercia e il suo nuovo amico.
Volò e volò fino a quando fu proprio lì davanti. 
Era quello un vero arcobaleno, mille volte più bello di quello dei libri. Peppe il gufetto ci passò dentro una, due, tre, mille volte, fino a quando si sentì chiamare.
«Peppe, Peppe, ma sei proprio tu?»
«Ehi, amico passerotto, scusami se sono volato via, ma non speravo certo di trovarmi davanti a un arcobaleno proprio oggi!»
«Ma sei tu quindi?»
«Perché me lo chiedi?»
«Vieni con me, seguimi.»
Il passero volò più in basso, fino a un ruscello limpido. 
«Specchiati.», consigliò a Peppe.

Peppe il gufetto non poteva credere ai suoi occhi! Il becco si allargò in un sorriso, cominciò felice a battere le ali.
«L'arcobaleno mi ha regalato i suoi colori, guarda! Sono viola e ho le ali azzurre! Che giornata meravigliosa, voglio andare subito a dirlo alla mamma!»

Peppe il gufetto abbracciò l'amico passero e tornò indietro, di nuovo alla sua tana, dove la mamma, preoccupata, lo stava cercando. Appena lo vide lo abbracciò felice, mentre lui rimase stupito.
«Come hai fatto a riconoscermi?»
«Una mamma riconosce sempre il suo bambino.»
«Sono bello?»
«Bellissimo!»
«Scusami se ti ho fatto arrabbiare.»
«Scusami tu se ho fatto finta di non capire che la tua natura non era come la mia. Questi colori ti stanno un incanto, da oggi potrai uscire di giorno, quando vorrai. Non voglio più vederti col becco imbronciato, ma sempre così felice come sei adesso.»

Peppe il gufetto strinse la mamma e si specchiò ancora una volta. Quel viola gli donava proprio!
«Mamma, mi leggi qualcosa adesso?»
Ora che aveva capito che le cose dei libri esistevano davvero nel mondo e che, anzi, nel mondo erano anche più belle che sulle pagine, non vedeva l'ora di conoscere tante nuove storie e diventare anche lui un gufetto saggio come gli altri, anche se non amava il buio e aveva addosso i colori dell'arcobaleno. 
Solo noi conosciamo la nostra vera natura, ma chi ci ama lo fa qualunque essa sia.

4 commenti:

  1. Ciao! Ma che bella storia! Molto attuale. Ma il libro su cui stiamo ammirando il tuo bellissimo gufetto ha qualcosa a che fare con la favola che ci hai raccontato? Non ho mai realizzato un amigurumi, devo provare questo pattern. Grazie per aver condiviso. Una buona giornata!

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    1. A essere sincera il libro su cui sonnecchia Peppe era soltanto quello che stavo leggendo qualche giorno fa, quando ho preparato il post.
      Leopardi, in effetti, non ci stona mica. Questo libro di D'Avenia (di cui ho scritto qualcosa qui: http://lelycuriosa.blogspot.it/2017/01/larte-di-essere-fragili-alessandro-davenia.html ) è un inno al coraggio del poeta che, nonostante tutti i difetti fisici e i mille motivi per cui sarebbe stato molto più semplice lasciar perdere, ha combattuto per inseguire la sua passione, la sua natura. :)

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    2. Ho letto il tuo post su Leopardi. L'ho studiato con molta superficialità al liceo, ma devo dire che mi piaceva, anche se mi faceva un pò "sfigata". Comunque mi sono incuriosita e metto il libro nella lista del 2017.

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    3. Che bello! :) Buone letture!

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