17 febbraio 2017

# Libri

Io che amo solo te [Luca Bianchini]

Dopo l'impegnativa lettura de Le mie ultime parole - Lettere dalla Shoah, sentivo il bisogno di una storia leggera, che non richiedesse la stessa concentrazione, così è bastato uno sguardo alla montagna di libri acquistati e non letti per trovare "lui": Io che amo solo te di Luca Bianchini.
A esser sincera le alternative non erano molte: non sono molto fornita in storie leggere, d'amore e d'ironia, preferisco le tragedie, si sa.
Questo libro non ha fatto eccezione.
Con questo romanzo di grandissimo successo di Bianchini non ho pianto e non ho riso. 

Per me è stata una lettura intermedia, senza lode e senza infamia, una storia che dimenticherò molto probabilmente, da qui a poco tempo.

Dimenticherò il matrimonio lussuoso e sfarzoso di Chiara e Damiano.
Dimenticherò il loro amore superficiale.
Dimenticherò la loro attenzione maniacale alle apparenze.
Dimenticherò le maschere dietro cui hanno vissuto i protagonisti.
Dimenticherò il banalissimo tradimento di Damiano il giorno prima delle nozze.
Dimenticherò il fallito tradimento di Chiara, sempre il giorno prima delle nozze.
Dimenticherò il grandissimo problema di Nancy: essere ancora vergine a 17 anni.
Dimenticherò l'omosessualità repressa di Orlando, costretto ad andare lontano per poter vivere.
Dimenticherò i prefilm, lo scollo del vestito, i tavoli del banchetto coi nomi dei venti.
Dimenticherò i soliti screzi tra nuora e suocera.
E forse, ma su questo non ne sono sicura, dimenticherò anche l'amore insolito tra consuoceri, tra Ninella e Don Mimì, il re delle patate.
Forse dimenticherò la loro vita passata accanto ad altre persone, senza mai più trovare la stessa passione e lo stesso sentimento della gioventù, bruscamente interrotti per la vigliaccheria di lui, per le solite apparenze che sembrano essere le uniche cose cui badare in un matrimonio di spicco di questo Sud.

Ho sbagliato storia. Io che non sopporto i matrimoni, nemmeno quelli più insignificanti, nemmeno quelli in cui i tavoli hanno i nomi dei fiori, nemmeno quelli in cui i tavoli nemmeno sono decisi, mi sono andata a impantanare in centinaia e centinaia di pagine (ironiche?) dove l'unico argomento è, ebbene sì, un matrimonio.
Ho sbagliato, mea culpa.

2 commenti:

  1. Non mi ha attirato mai, fin da quando è uscito nelle librerie. E poi, infatti, neppure il film che ne hanno tratto mi ha stuzzicato la curiosità e quindi non l'ho visto. Adesso tu mi confermi che era una sensazione giusta, la mia.
    Baci baci, nipotina :)

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    Risposte
    1. Nemmeno io ho ancora visto il film, ma non escludo di farlo. Forse la storia si presta meglio al grande schermo che alle pagine di un libro.
      Buona settimana :)

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