30 giugno 2017

# Libri

I giorni dell'abbandono [Elena Ferrante]

Che cosa succede quando all'improvviso viene meno un punto fermo della nostra vita, una parte di noi che credevamo ormai cementata, una parte senza la quale pensavamo di non dover vivere più?
Che cosa succede quando tuo marito ti lascia un giorno qualunque, senza che te lo aspettassi minimamente, e ti ritrovi da sola con due figli e un cane e una vita tutto d'un tratto svuotata?

Olga lo sa, perché è proprio questo che le è successo.
Mario, suo marito, se ne è andato.
Per un'altra, scoprirà poi: una ventenne.
Per lei iniziano i giorni bui dell'abbandono, in cui si guarda allo specchio senza riconoscersi. Si scopre brutta, si scopre lontana anni luce dalla ragazza che era. Ora è madre, era moglie, deve pensare a portare fuori il cane per i suoi bisogni. Come può restare bella una donna che, volente o nolente, per la famiglia deve sacrificare gran parte dei propri progetti e del proprio fascino?
Non può.
Per questo Mario l'ha lasciata per una molto più giovane, perché in quella ragazza ha trovato un nuovo inizio, la bellezza ancora non intaccata dalle responsabilità e da scelte di vita a un certo punto inevitabili.

Olga soffre.
Olga si perde.
Olga si sente solo a disagio: con i figli, col cane Otto, con l'ex marito, con gli amici in comune, con il musicista del piano di sotto, Carrano.

All'improvviso si scopre fragile, incapace di mantenere in equilibrio quel che resta della famiglia e quel che resta della sua vita. Quel vuoto di senso che le ha detto di aver provato il marito, come motivazione della sua partenza, si impossessa anche di Olga.
Sono giorni di declino, in un agosto caldo di città, quando tutti sono andati via, lei è lì. Sola.
Non sa dove andare, si è persa e lo sa. Analizza il suo stato d'animo, mentre lo vive. Sa che sta rischiando di precipitare. Il vuoto è a un passo. La attrae. Il baratro è lì, caderci o resistergli?

Dentro il caos, fuori il mondo.
Le donne giovani che fottono coi mariti delle altre.
Le altre che formulano pensieri osceni e si perdono.
I mariti che vogliono una madre per i loro figli ma si portano a letto un'altra.

Olga non riesce a liberare la propria mente dalle immagini che si susseguono di Mario e dell'altra, nudi, affaccendati in atti osceni che lei sa prevedere nei minimi dettagli.
Schifo.
Ribrezzo.

Fatica a capire come, ma Olga sa che deve ritrovare la sua pace.
Comunque andare.

Devo reimparare il passo tranquillo di chi crede di sapere dove sta andando e perché.

Per cominciare, forse, le basterà scendere le scale.
Solo ogni tanto.
Consapevole che niente è vero e che niente dura.

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