15 gennaio 2018

# Guarda bello!

Guarda bello! // Capitolo 13 [Cogne]

Mentre scrivo sono passati quasi cinque mesi da quando i miei piedini calpestavano l'erba verde ai piedi del Gran Paradiso; da quando mi godevo il fresco delle montagne, quasi alla fine della mia estate umbra da morire dal caldo; sono passati quasi cinque mesi da quando al nome di una cittadina valdostana ho smesso di associare soltanto un orribile fatto di cronaca. 

Mentre scrivo, con la pioggia che scorre sul vetro delle finestre e i guantini senza dita a tenermi al caldo le mani che battono sulla tastiera, con lo scaldamani in grembo e la Clò (la mia micina) accoccolata sulla sedia qui accanto, ecco, io pagherei per avere il dono del teletrasporto ed essere di nuovo lassù, in questo momento.

Mentre scrivo vorrei essere in una baita, con la tuta da sci stesa ad asciugare,vorrei avere una tazza fumante sul caminetto e un metro di neve fuori, ad aspettarmi. Vorrei fare lunghe passeggiate in mezzo al bianco di quella conca bellissima, bere cioccolate calde anziché gelati, avere freddo, ma essere tremendamente felice.

Non potendo partire, in questa metà di gennaio, non potendo dire ad Archimede Ti prego molliamo tutto e torniamo sulle Alpi, non mi resta che immaginare come sarebbe bello farlo oppure, più semplicemente, ricordare come è stato bello averlo fatto

E allora sono sicura che, alla fine di questo post, anche voi, come me, avrete esclamato molte volte ciò che dà il nome alla mia rubrica del terzo lunedì del mese e cioè: Guarda bello!
Guarda bello! è una raccolta di piccole ispirazioni non collezionate su Pinterest né salvate su Facebook, ma trovate semplicemente in giro. La rubrica nasce per raccogliere tutti quegli scatti, spesso non bellissimi, nati sull'onda di una meraviglia assoluta, sull'onda di un'improvvisa voglia di creare qualcosa di simile, sull'onda di un'ispirazione, di due occhi spalancati, di un'esclamazione: Guarda bello! Una rubrica che tenta, in questo tempo quasi soltanto digitale, di essere il più fuori dagli schermi possibile.
Dopo avervi mostrato qualche mese fa tutte le cassette della posta più belle trovate e immortalate da me in Valle d'Aosta (in questo post), oggi si va, nientepopòdimenoché... a Cogne!

Cominciamo dalla tradizione vivaista valdostana, vorrei imparare a crescere fiori così belli anch'io, sicuramente per me sarebbe più complicato far crescere i fiori che costruire una fioriera originale e d'effetto come le seguenti.
E guardate che strane queste panchine!
Sì sono panchine, senza schienale, ma con due tronchi bassi per appoggiare i piedi. 
Molto particolari: io non ne avevo mai viste!

Ammirate la chicca che sto per mostrarvi.
Si fa fatica a crederlo, ma quello è proprio un orto. I miei complimenti a chi l'ha ideato e realizzato, mi ha completamente conquistata.
Vi prego, osservate la cura e la precisione con cui sono stati alternati cocci di insalata e di radicchio.
E infine una delle ultime foto scattate in quella cittadina incantata, pagherei per avere un balcone così!
Felice settimana, dall'Umbria passo e chiudo.
Meteorologi all'ascolto, cadrà la neve anche da me o non mi resta che fare i bagagli e tornare su a Cogne? Ah, che dispiacere sarebbe.

Vi saluto mostrandovi il souvenir che mi sono portata a casa io da qui, dalla libreria Montagne di carta: è il primo dei libri sottostanti. Lo leggerò nei momenti di fortissima nostalgia.

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